: recensione Rock Hard


Recensione a cura di Michele Martini

Un vero e proprio tripudio di sonorità death-progressive: cambia l'ordine dei fattori (in tempi recenti la formazione ha visto l'avvicendamento di entrambi i chitarristi originari), ma non certo la sostanza e soprattutto la qualità di quanto realizzato dai marchigiani Nacom. Il nuovo lavoro del sestetto è il risultato di un'inconsueta sinergia con lo scrittore Elvezio Sciallis, il cui racconto "La mia bara" ha rappresentato la scintilla che ha ispirato la composizione principale del demo; la decadente magniloquenza sonora si sposa alla perfezione con le inquietanti atmosfere tracciate dalla penna dell'autore della breve ma intensa composizione: ossessivo ed inquietante nell'incedere, l'universo sonoro dei Nacom è una discesa irreversibile nel vortice dei sentimenti più ngoscianti, alla ricerca di risposte celate nel buio. Siamo indubbiamente di fronte ad un gruppo dalle indiscutibili doti, che ci auguriamo possano trovare quanto prima la giusta occasione per poter incontrare i legittimi consensi di pubblico e critica.

Voto: 8,5

articolo originale @ Rock Hard (Novembre '08)