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Recensione a cura di Marco Gallarati
Seconda autoproduzione, dopo “Affliction” del 2006, per i Nacom, sestetto originario di Jesi che propone un valido incrocio tra
melo-death e Bodom-style, per poi avvicinarsi indirettamente in territori più progressive. Questo “My Tomb” vede l’ingresso in
formazione di una nuova coppia di chitarristi, i bravi Lorenzo Marcelloni e Diego Bellagamba, e – particolare davvero originale e
degno di menzione – la collaborazione con lo scrittore horror-lovecraftiano Elvezio Sciallis, autore del racconto ‘La Mia Bara’, da
cui i Nacom hanno preso spunto per l’artwork, il titolo del demo e la title-track, il cui testo riassume in inglese la
claustrofobica novella, giustamente riportata anche nel booklet, per un connubio musica-scrittura non nuovo ma decisamente
stimolante. Tre pezzi sono abbastanza per denotare la forte influenza sui nostri marchigiani di gruppi quali Children Of Bodom e
Dark Tranquillity, sebbene si notino anche richiami ad entità nazionali (Kénos, ad esempio) o addirittura regionali (Edenshade). Il
riffing tecnico-melodico di stampo thrashy, pur odorando di stantio, dona alle composizioni in analisi dinamicità e vigore, ben
supportato da un cantato vario – screaming e growl – che però deve migliorare nella pronuncia inglese; ago della bilancia per i
Nacom si rivela essere l’uso delle tastiere di Pietro Bucari: attenzione a non seguire troppo le idee in stile COB, altrimenti si
rischia di sforare nella copia-carbone e non andrebbe bene; la prima traccia, “In The Night”, contiene soluzioni e passaggi alle
keys che si distanziano in modo più evidente da quanto fatto dai Bambini finlandesi ed infatti risulta la più interessante ed
avvincente. Buon demo, comunque, per una band che può e deve solo migliorare.
Voto: 6.5
articolo originale @ metalitalia.it