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Recensione di "DarksomePoet"

I Nacom sono una giovane band marchigiana dedita ad una sorta di death melodico con inserti prog-metal e qualche sporadica atmosfera stile Cradle Of Filth. I Dark Tranquillity incontrano la band inglese che a sua volta incontra i Dream Theater. Sembrerebbe un minestrone e invece devo dire che le 3 canzoni di questo demo (per circa un quarto d'ora di musica) scorrono via bene e le varie influenze sono discretamente amalgamate. La loro forza, a mio modo di vedere sta sulle chitarre (in particolare sulle parti soliste) e sui lead di tastiera, mentre avrei qualcosa da dire sul resto. Ora, tralasciando qualche difettuccio di produzione la cui importanza, quando si tratta di giudicare un demo autoprodotto, è sostanzialmente nulla, devo dire che sia a livello ritmico che vocale si poteva fare qualcosa di più, quantomeno per discostarsi dalla banalità che regna incontrastata in un mercato musicale ormai saturo. D'altra parte, i Nacom avranno tempo per migliorare, ma devono star bene attenti a non perdere il treno giusto, poichè il loro genere è oggi tutto sommato abbastanza inflazionato. Personalmente ho apprezzato la titletrack per il suo sapore leggermente gotico, nonchè quelle parti del riffing (soprattutto in "Only in Memories") leggermente più complesse e thrashy, sulle quali a mio avviso la band dovrebbe maggiormente puntare. Meno interessanti invece gli spezzoni più debitori alla scena melodica svedese, che alla lunga stancano e sanno di già sentito, e soprattutto quelli in cui i synths dovrebbero "guidare" l'intera melodia (come nel finale di "A Life..."), davvero al limite del fastidioso (almeno si renderebbe necessario un suono più curato di tastiera). Anche la voce necessiterebbe di qualche ritocco - trattasi infatti di growl e scream piuttosto secchi e poco espressivi - ma qui forse un missaggio migliore potrebbe risolvere gran parte dei problemi.
Insomma, c'è da lavorare parecchio, ma al contempo c'è da essere fiduciosi, poichè le capacità tecniche (in particolare per quanto concerne la sezione melodica) ci sono tutte; non rimane altro da fare che lanciarsi nella gavetta dei concerti live in modo che il pubblico possa giudicare, in attesa di una futura nuova registrazione.
Vorrei fare un ultimo appunto: è lodevole il fatto che, assieme ad una biografia esplicativa ed esauriente, siano stati allegati anche i testi delle canzoni (con tanto di traduzione in italiano!). Sarebbe bene però, prossimamente, curare di più l'inglese. Alla prossima ragazzi.
Sinteticamente: Demo acerbo, ma le capacità ci sono. Ora però bisogna lavorarci sopra.

Voto: 7

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