: recensione heavy-metal.it
Recensione di Domenico "k725" Piccolo
Confezionato bene e suonato meglio, il debutto assoluto dei marchigiani Nacom è un lavoro che
piace ed entusiasma con una rapidità disarmante. Senza quel fare pretenzioso che assilla gran
parte delle recenti uscite autoprodotte, il quintetto fornisce, come la "tradizione demo"
suggerisce, una prova concentrata in tre brani racchiusi in quindici minuti largamente sufficienti
a fare intuire le loro capacità.
Le coordinate su cui fa cardine la proposta di questi giovani musicisti è quella di un death
metal pervaso da venature melodiche. Non il solito e mal concepito pastone che, rubando in Svezia
a destra e a manca, propina dolciastre melodie bruciate e riciclate. Qui si parla di un prodotto
armonico, ben concepito, arricchito da un'anima decisamente progressiva ma che, nella sua
personalità, non evita mai di strizzare l'occhio alla tradizione del genere. I brani, se si
esclude una presa relativamente sotto tono dell'opener, risultano intraprendenti e piacevoli. Il
modus operandi generale è registrato ed omogeneo, basandosi su uno stile vocale sempre marziale
ma opportunamente variegato ed un ottimo lavoro strumentale che si divide tra frangenti talvolta
aggressivi ed altri molto più melodici. Data la giovane età degli autori, in questo quadro,
sorprende l'uso equilibrato e sapiente di tastiere e degli assoli sempre giustamente dosati e
consci del loro ruolo in un disco, sempre e comunque, estremo. Una produzione davvero scialba che
affligge le ottime, ispirate ed integrate chitarre fa, invece, da contraltare qualitativo a
quello che costituisce il valore aggiunto del disco. La sezione ritmica guidata dal batterista
Lorenzo Contadini risulta, infatti, straordinariamente dinamica, tecnica e precisa strabiliando
ogni volta per le scelte adottate nei suoi colpi che si aggiungono ai già numerosi sussulti del
disco.
Tutto ciò restituisce uno dei migliori lavori autoprodotti dell'anno che spalanca una breccia più
rosea che mai nella carriera di questi ragazzi e lascia soltanto immaginare il loro potenziale
esplosivo una volta dotati di giusti mezzo e supporto. Possibilità difficili da ottenere ma che,
con un po' di furbizia e meno cecità verso il vero underground, nessuno potrebbe negargli.
Voto: 4/5
articolo originale @ heavy-metal.it