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Recensione di Francesco Cremonese
La sfida è questa: dire qualcosa (non necessariamente di sinistra) per salvare il mondo, e suonare
qualcosa (non necessariamente di merda) per smuoverlo. La vittoria è farsi ascoltare, farsi
capire. Per far agire. Reagire. E alla Milosci Records ci provano con questa compilation. E a
volte ci riescono. E a volte no. Ben venti canzoni di autori e gruppi diversi, che spaziano dal
punk al metal e dallo ska all'alternative rock. Il tutto spruzzato di hardcore crossover e
militante.
Fare un elenco dei promossi e dei bocciati sarebbe noioso e fuorviante. Non mi sembra proprio il
caso. Al massimo ci stanno delle menzioni speciali (e positive), a Teste Di Cocco, Bleeding Star,
Weeping Willow, First N Last, No Reason Why, Pupazziammolla e Abulico. Ma niente più: cazzo sono
20 gruppi! E poi dai, magari vi viene anche voglia di comprarvela sta compila!
Comunque, almeno dodici pezzi si fanno ascoltare bene e riescono a vincere la suddetta sfida. Per
gli altri otto boh... Ci provo ci provo ci provo. Ma skip. Non c'è la volontà di comunicare, di
farsi sentire. C'è qualcosa che non arriva. Troppo lontano. E non ho più voglia di aspettare i
suoni, le urla e le banalità che si dicono e si suonano da anni, tanto per fare, per gli
alternativi politicamente nel giusto di un clichè fuori dal tempo. Basta grazie. Che c'è di
meglio. Anche per fare una rivoluzione. Ma tra gli skip, urlo Viva La Milosci! che ci crede
ancora. Certo però, che un giro dall'estetista le farebbe bene. E non per trasformarsi da RATM in
Audioslave, ma giusto per pulirsi la pelle dai punti neri, rinnovare lo smalto e le unghie, ed
eliminare le eccedenze, pesanti e inutili. O almeno rassodarle. E in fretta. Che sta arrivando la
primavera. 2007.
Voto: s.v.
articolo originale @ rockit.it