: recensione Rock Hard


Recensione di Michele Martini

E' una vera e propria ventata di novità, quella portata dai marchigiani Nacom all'interno del panorama death nostrano: "Affliction" rappresenta una delle realizzazioni più incisive degli ultimi tempi, grazie ad un impatto sonoro compatto e potente, sapientemente arricchito da efficaci inserti sinfonici di reminiscenza progressive.
Eclatante testimonianza di questa originale commistione stilistica è il brano che inaugura il demo, "Only in memories", dove brutali sfuriate pregne di aggressività vengono mediate attraverso passaggi strumentali di grande impatto, tanto ad opera delle due ottime chitarre quanto (e soprattutto) grazie alle ispirate tastiere di Pietro Bucari.
Non è da meno la successiva traccia, che presta il titolo all'intero lavoro, in cui le delicate note del pianoforte in apertura sfumano ben presto lasciando spazio a sonorità ben più graffianti, per proseguire in un crescendo di emozioni oscure ed atmosfere cupe e malinconiche.
La fervida vena compositiva dei Nacom è confermata anche dall'ultima composizione ("A life that don't belong you"), anch'essa ricca di elementi tecnici che evidenziano con efficacia l'attitudine modernista del gruppo di Jesi, più che mai deciso a dare una svolta ai canoni tradizionali del genere melodic-death attraverso un'impostazione che fa dell'originalità, perseguita con coerente determinazione, la propria indiscussa bandiera.
Un lavoro innovativo sotto tutti gli aspetti, che ci auguriamo incontri i riconoscimenti che merita.

Voto: 9

articolo originale @ Rock Hard (Gennaio '07)