: Intervista benzoworld.com

 

I Nacom sono marchigiani e rappresentano l'ennesima dimostrazione di come l'underground italiano sia in possesso di un potenziale non indifferente. Il loro death metal di scuola scandinava noi l'abbiamo già apprezzato su 'Affliction', atto primo suddiviso in tre tracce davvero interessanti. Ora sta a voi dare un'opportunità a questi ragazzi. Ai nostri microfoni il tastierista Pietro...

Come da copione iniziamo quest’intervista con la presentazione della band ai nostri lettori…

I Nacom nascono nell’autunno del 2004 come Noir Lume grazie all’unione di sei ragazzi che volevano suonare metal e divertirsi. L’impostazione generale del gruppo e l’indirizzo musicale erano già ben delineati, ma solo con l’arrivo del nuovo tastierista (sostituto del defezionario Stefano Corinaldesi) si è arrivati all’attuale formazione e monicker. Dopo la scrittura delle prime canzoni e qualche serata live in manifestazioni e concorsi locali, siamo passati in studio per concretizzare le nostre prime fatiche. Il risultato di questo lavoro è proprio ‘Affliction – Demo 2006’, un piccolo biglietto da visita per fotografare il nostro stato attuale.
Spendiamo anche un paio di righe per presentare ai lettori i singoli componenti: alla voce ruggisce il buon Leonardo Corinaldesi; alla chitarra ritmica Piermatteo Sabbatini prepara un’ottima base per gli assoli di Paolo Carbini e nella sezione ritmica abbiamo Lorenzo Contadini alla batteria e Riccardo Giampieri al basso; infine alle tastiere troviamo Pietro Bucari.

Parliamo del vostro lavoro: quali sono le vostre principali coordinate stilistiche?


La nostra band sin dagli inizi è improntata verso il death metal melodico di scuola svedese. Dovendo indicare un genere, sul sito abbiamo scelto la formula “melodic/prog death metal”. In realtà non amiamo molto etichettare la musica anche se è comodo per fornire un’idea di quel che facciamo a chi non ci conosce ancora. Per spiegarne il significato bisogna fare una premessa: ognuno di noi ha un background musicale leggermente diverso. Nel death metal melodico troviamo però una matrice comune, anche se è chiaro che al momento di comporre gli arrangiamenti o assemblare i vari riff i gusti del singolo trovano un loro sfogo. Per questo in ‘Affliction’ si possono trovare passaggi più melodici, altri più estremi del black sinfonico, per arrivare a partiture progressive vere e proprie. L’intento è proprio quello di creare uno stile il più personale possibile all'interno del quale si riflettano e trovino spazio gli ascolti di tutti. Anche se in modo un po’ laborioso, melodic/prog death metal riassume bene queste caratteristiche e infatti è quel che abbiamo intenzione di suonare!

Cos’è stato scritto in linea di massima dalle web-zine e dalle riviste specializzate?


Per il momento la critica sembra essere più che soddisfatta da questa fusione di generi. Al di là degli elogi sulla tecnica individuale, la ricerca di originalità (con risultati più che soddisfacenti) è la caratteristica finora maggiormente apprezzata. Sembrerebbe proprio che la strada da noi intrapresa sia quella giusta, anche se ancora bisogna lavorare sodo. Solo un sito straniero ci ha fatto notare troppi passaggi progressive fini a se stessi. In realtà in ‘Affliction’ ci sono solo lievi sfumature di prog grazie all’inserto delle tastiere. I prossimi brani stanno uscendo molto più articolati ma non per sterile “divertimento” strumentale, speriamo di riuscire a farlo capire meglio! Per il resto (come si può leggere dalle recensioni riunite nel nostro sito) la stampa concorda nel riconoscerci delle buone potenzialità, soprattutto se in futuro verranno supportate da una produzione migliore. In fondo questo primo demo è stato registrato e mixato tutto in proprio per cui ci aspettavamo molto peggio. Speriamo solo di riuscire a mantenere le aspettative!

Per tante bands il momento della verità, quello in cui c’è da dimostrare l’effettivo valore, è il live. Come vi rapportate a questa dimensione?

Senza dubbio suonare dal vivo di fronte a persone che non conoscono il nostro nome è la cosa che più dà soddisfazione nell’essere parte di una band. In sala prove ognuno tira fuori il meglio di se stesso, ma è in live che deve scoccare quella scintilla necessaria per trasmettere qualunque sensazione in chi ascolta. Finora abbiamo tenuto pochi concerti, sia per problemi personali sia per una mancanza di opportunità vere e proprie nella nostra zona, ma non ci possiamo certo lamentare del riscontro ottenuto. Abbiamo distribuito diverse copie del nostro demo suonando in giro e in molti si sono complimentati, anche se in quelle circostanze non si può mai sapere dove iniziano le frasi di circostanza e termina la sincerità. Da parte nostra ti possiamo garantire che ogni concerto è come se fosse l’ultimo e ci impegniamo sempre al massimo. Per chi vuole averne una prova diretta basta controllare di tanto in tanto il nostro sito e venire a sentirci di persona!

Quali sono i gruppi che vi hanno influenzato maggiormente e che vi hanno spinto a diventare musicisti e a formare un gruppo?

Di sicuro tutte le band segnalate nella biografia sono state importanti per la nostra formazione. Il death metal melodico è la più grossa ispirazione a livello musicale, e per questo Dark Tranquillity, Children of Bodom o Arch Enemy (primo periodo) sono esemplificativi dei nostri ascolti. Allo stesso tempo non disdegniamo passaggi più violenti, riconoscendoci nell’opera dei Dissection o dei Dimmu Borgir (band con soluzioni melodiche davvero eccezionali). A questo contesto uniamo infine la passione per il progressive rock e metal . Forse la strada intrapresa dagli Opeth è quella che più si avvicina ai nostri obiettivi futuri, anche se bisognerà lavorare ancora molto per non diventare dei banali emuli senza un vero messaggio da trasmettere. Anche se certe influenze potranno non apparire evidenti cerchiamo sempre di imparare la lezione dai nomi citati (ma anche da moltissimi altri) per poterne sviluppare qualcosa di originale, legando le esigenze e i gusti dei singoli componenti.

Quanto contano per voi i testi? Sono solo un semplice orpello o hanno un significato profondo? Cosa cercate di esprimere con la vostra musica?


Secondo noi i testi sono importanti tanto quanto la musica di una canzone. Per la composizione di un brano di solito partiamo dall’assembramento di riffs, poi adattati nella lunghezza e nella sostanza man mano che si procede proprio nella scrittura del testo. Non è davvero possibile scindere quel che viene detto dal modo in cui viene fatto, ci sembra un controsenso troppo grande. Nel nostro caso è Leonardo ad occuparsene e lui si lascia molto influenzare dalle sensazioni che gli vengono trasmesse durante le prove. Gli argomenti preferiti dal nostro cantante sono stati di disagio mentale, situazioni di sofferenza psichica che si rispecchiano nella vita quotidiana, ma non solo. Per fare un esempio, in ‘Damned’ (non inclusa nel demo) si parla di un viaggio particolare in un immaginario da incubo, in ‘Affliction’ di lotte con la propria coscienza, in ‘Only in memories’ della potenza dei ricordi di ognuno di noi. In generale non abbiamo la pretesa di trasmettere un messaggio particolarmente profondo, ma allo stesso tempo cerchiamo di curare il più possibile il legame tra musica e parole soprattutto in fase di arrangiamento.

I tre dischi che porteresti con te su un’isola deserta?

Questa è una domanda molto difficile, soprattutto perché probabilmente ognuno di noi avrebbe il suo album preferito e lotterebbe fino alla morte per far valere le sue idee! Se pensiamo di finire tutti e sei nell’isola in quanto Nacom allora sarebbe opportuno scegliere della musica che piace a tutti, quindi ci sbilanciamo con: ‘The gallery’ (Dark Tranquillity) perché ci ha fatto nascere come band, ‘The gathering’ (Testament) perché è semplicemente uno dei migliori album thrash mai usciti e ‘Still life’ (Opeth) perché… beh, perché sono gli Opeth!

Che idea vi siete fatti finora della scena metal italiana?

Per quel poco che abbiamo potuto assistere con i nostri occhi, l’ambiente sembra molto ricco di invidie. Ognuno è più preoccupato a ritagliarsi il suo piccolo momento di notorietà piuttosto che pensare a un modo per diffondere il genere il più possibile. E’ vero che ci sono molte band oneste e cordiali, tra cui non possiamo non citare i Cruel Criminal o i Death Riders (con i quali a breve faremo uscire uno split album da inviare ai locali di tutta Italia), ma l’insieme rimane ancora troppo disunito. Noi crediamo profondamente che l’unione fa la forza e che molto spesso sarebbe meglio far parlare gli strumenti piuttosto che le lingue. In fondo non bisogna dimenticare che metal è sinonimo di passione e che è molto più produttivo imparare dai propri errori piuttosto che cercarli nel lavoro degli altri. Per correttezza tieni però presente che siamo ancora da poco in giro e ci riferiamo solo a un paio di episodi avvenuti nella nostra zona, nulla di più! Saremmo ben lieti di ammettere di aver sbagliato, anche se ci è stato detto che certe situazioni sono ormai diffuse ovunque…

L’intervista si conclude qui; vi lascio liberi di salutare i lettori di Benzoworld come preferite…

Per prima cosa ringraziamo Benzoworld.com per l'occasione concessa: ci fa molto piacere poter esprimere le nostre idee anche se non siamo una band famosa. Ringraziamo anche i lettori per l’attenzione e sfruttiamo lo spazio rimasto per invitarli a visitare il nostro sito www.nacom.tk. Qui potete scaricare gli mp3 di ‘Affliction – Demo 2006’ o alcuni brevi estratti live. Potete anche inviarci una mail con il vostro indirizzo per ricevere quanto prima una copia del cd a nostre spese. In cambio vi chiediamo solo di lasciare un commento di qualunque tipo nel nostro guestbook, o comunque di far sentire la vostra voce.
Alla prossima e stay death!

articolo originale @ benzoworld.com